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martedì 26 maggio 2015

Vook : l’evoluzione dell’ebook


L’e-book, naturale evoluzione digitale del libro tradizionale, sembra ormai già essere superato grazie alla nascita del Vook. Nato dalla fusione di due parole book (libro) e video, viene indicato per definire dei prodotti editoriali ibridi che associano contenuti multimediali e interattivi al tradizionale libro stampato. Il termine è stato coniato dall’imprenditore americano Bradley Inman, creatore dell’omonima azienda.

Ma quali sono le differenze tra un ebook e un vook?
Innanzitutto un Vook permette di mescolare testo e video creando una nuova esperienza di lettura. Inoltre è possibile restare costantemente in contatto con l’autore del libro e con i lettori in un unico luogo, senza dover passare tra diverse applicazioni e siti web. 
Vook supera i limiti dell'interazione, risultando superiore all'ebook, che permette invece la sola lettura del documento di testo su diversi device. Non a caso il motto dell'impresa è proprio "read and watch it". 

Il video sottostante spiegherà nel dettaglio il meccanismo della piattaforma Vook.


Tuttavia Vlog non ha solamente rinnovato la modalità di visione di un libro, ma ha anche modificato il modo in cui gli autori si approcciano agli editori. Difatti intende creare un nuovo tipo di editoria digitale che utilizza la tecnologia e i dati per permette agli autori di pubblicare più velocemente, più intelligentemente e mantenere il controllo creativo e finanziario del proprio lavoro. 

Tre sono i loro principi :
Pubblicazione veloce : creando un ebook distribuibile sui migliori market online come Amazon, Apple, Google, Kobo e Blio in 192 nazioni.
Mercato intelligente : creando un dataset di 4 milioni di titoli disponibili sulla piattaforma.
Commercio equo : mantenendo l’85% delle royalties nette. Senza costi aggiuntivi e tasse nascoste. Fornendo agli autori la proprietà e il controllo dei diritti sull’opera.

Pubblicare su Vook è molto semplice, basta inviare sul sito il proprio manoscritto e questi creeranno automaticamente i file .epub e .mobi per distribuire l’ebook a tutti i principali rivenditori. Inoltre creeranno sulla propria piattaforma di pubblicazione una pagina interamente dedicata all'autore e alla sua opera.
Cosa pensate di questa invenzione? Secondo voi quali potranno essere i prossimi sviluppi del libro?  

Fonti :  Vook

mercoledì 13 maggio 2015

Forme e strumenti di apprendimento digitali

La rete ha cambiato il nostro modo di approcciarci all’apprendimento di nuove conoscenze. Se fino a qualche anno fa le uniche risorse disponibili per l’apprendimento, oltre alla scuola, erano le biblioteche e le enciclopedie cartacee, ora possiamo vantare di una vasta gamma di tools, che ci permettono di trovare le informazioni che cerchiamo in maniera più semplice e veloce.
Tuttavia il web ha permesso non solo la nascita di nuovi strumenti, ma anche una trasformazione dei tradizionali strumenti utilizzati per apprendere, come il libro, e la mutazione dei vecchi depositari del sapere, come le classiche enciclopedie.

Non a caso, uno dei più grandi progetti creati a livello internazionale è stato proprio Wikipedia, la più grande enciclopedia onlinecollaborativa, multilingue e gratuita, nata il 15 gennaio del 2001. Wikipedia funziona grazie all’intelligenza connettiva degli individui, che collaborando permettono la creazione delle diverse voci dell’enciclopedia. Come tutti ben sapranno, Wikipedia si contrappone all’autorevolezza della Enciclopedia Britannica, nata nel 1768, le cui voci, a differenza di Wikipedia, sono state create da illustri studiosi. 
Dopo anni di scontri sulla questione dell’affidabilità e dell’accuratezza di Wikipedia, possiamo tuttavia verificare che non solo questa ha scaraventato la concorrenza, ma sopratutto che anche i suoi avversari hanno compreso l’importanza dell’innovazione, creando una versione digitale della Enciclopedia Britannica disponibile su CD-ROM, ma anche un sito web.

Non sono soltanto le vecchie enciclopedie ad essersi rinnovate, ma possiamo anche verificare una rivoluzione delle biblioteche. Google ha infatti ideato un progetto denominato Google Books nel 2004, che permette agli utenti la ricerca di libri online. Questo strumento ha sin da subito suscitato grandi dibattiti sulla violazione di copyright degli autori dei testi. Difatti Google Books, permette nel caso in cui l’e-book non sia protetto da copyright, di consultarlo integralmente online, o di scaricarlo. Altrimenti, a seconda dell'accordo stipulato con l'editore che detiene i diritti per lo sfruttamento dell'opera, di visualizzarne un’anteprima. 

Strumento simile è Google Scholar, che permette di effettuare una ricerca sulla letteratura accademica e di identificarne gli studi più rilevanti. Le fonti sono le più svariate e vanno dagli articoli di case editrici accademiche, database, università, tesi e libri.

Tuttavia Google non è stata l’unica azienda a creare tools così utili, difatti Amazon, la grande azienda di e-commerce internazionale, nata principalmente come venditrice di libri, ha ideato Amazon Search Inside. Questo progetto permette di ricercare i termini attinenti alla nostra query di ricerca nel database dei libri venduti da Amazon in : nome dell’autore, titolo del libro o testo del libro. In particolare, alcuni libri possono essere interamente visionati online grazie alla modalità “look inside”, senza acquistarli. 

La più grande innovazione fornitaci da Amazon è però Kindle, ovvero il lettore di libri elettronici, che ci ha introdotto in una era, in cui la concezione del libro viene totalmente modificata. Grazie ai lettori, i libri sono ormai in grado di seguirci ovunque senza più alcun fastidio, perdendo totalmente la loro materialità. Questo fenomeno ha portato alla crisi della editoria tradizionale, diventando un fenomeno mondiale. Ormai non siamo più dinanzi alla classica scannerizzazione delle pagine di un libro in formato PDF, ma ci troviamo dinanzi a nuovi formati, come l’ePub, che permettono una maggiore interazione con i nostri testi. 

Probabilmente molti di noi penseranno che questi formati tenderanno a far scomparire totalmente i libri come tradizionalmente li abbiamo considerati sin’ora, oppure che i classici detentori del sapere, come le università saranno completamente surclassati. Ma ciò non è vero. Il mondo avrà sempre bisogno di un sapere materiale ed istituzionalizzato, da accompagnare alle nuove forme e ai nuovi strumenti di apprendimento digitali. Gli uomini hanno bisogno sin da sempre di stabilità, che solo la materialità potrà loro fornire. In fondo basterebbe staccare la corrente per far si che tutti questi database vengano messi fuori uso?.

Fonti : Wikipedia