martedì 2 giugno 2015

La mia prima esperienza di una didattica online

La prima volta che all'università mi è stato proposto di seguire un corso in modalità online è stato pochi mesi fa, in un primo momento, a dire il vero, lo scetticismo e la paura di andare in contro ad un qualcosa di nuovo e quindi ancora sconosciuto, hanno prevalso e ho pensato che sarebbe stata una cosa troppo complicata ed impegnativa da fare. In seguito, però, la curiosità mi ha spinta ha provare e cosi mi sono imbattuta in questo nuovo tipo di didattica, inscrivendomi alla piattaforma Canvas, su suggerimento della mia professoressa. Canvas è una piattaforma didattica che ci consente di imparare ad utilizzare internet ed il web nel modo più giusto ed adeguato alle nostre necessità. Appena entrata in Canvas la prima difficoltà che ho incontrato è stata la lingua, il sito infatti è tutto in inglese, ma per fortuna, dal computer, le pagine sono facilmente traducibili nella propria lingua. Il sito è strutturato in vari moduli che si dividono in sei settimane e l'insegnamento è di tipo crescente, ovvero si parte dalle competenze di base per poi aggiungere, di settimana in settimana, conoscenze sempre nuove che completino quelle acquisite in precedenza. All'inizio del corso viene presentato un questionario da compilare, del quale, però, non vengono forniti subito i risultati, ma che servirà alla fine del corso per confrontare le competenze di partenza dell'utente con quelle acquisite alla fine delle lezioni, questa, ritengo sia una cosa molto utile, in quanto, ci rende consapevoli dei progressi o meno che si sono avuti durante tutto il percorso didattico. In Canvas ogni modulo è abbastanza sintetico e breve da completare, ciò fa si che l'utente non si annoi mai e sopratutto che riesca a trovare il tempo necessario per seguire le lezioni di settimana in settimana. Nel sito, alla teoria scritta, si alternano dei video dove docenti ed esperti offrono le loro lezioni in merito ai vari argomenti trattati nei moduli, anche i video sono in inglese, ma mettendo i sottotitoli, anche in questo caso, la cosa risulta molto semplice. Oltre alla teoria, in ogni modulo ci sono degli esercizi di verifica da svolgere sulla base di ciò che si è potuto apprendere in precedenza, ci sono perciò quiz a risposta multipla, che a mio parere stimolano moltissimo l'interesse e la curiosità dell'utente nel verificare se ha realmente acquisito le giuste nozioni; ci sono discussioni pubbliche, dove viene richiesto di fare una precisa considerazione sull'argomento trattato in quel modulo e dove, inoltre, è possibile anche leggere le argomentazioni di tutti gli altri utenti del sito e quindi confrontarle con le proprie; sono presenti, poi, in ogni modulo, altri esercizi sempre diversi, come ad esempio presentazioni da realizzare in Pawer Point, che coinvolgono e lasciano libero sfogo alla creatività dell' utente. La scelta di non dare accesso al modulo successivo se non si sia completato prima quello precedente, la ritengo strategica e coerente, in quanto, in Canvas si parla di alfabetizzazione digitale nel senso di aggiungere sempre competenze nuove a quelle precedenti, che già devono essere state ben acquisite. Ogni esercizio, presente nei diversi moduli, viene valutato con un punteggio o un breve commento lasciato in privato, tramite e-mail, da uno dei responsabili del corso. Oltre alle conoscenze di base, su internet ed il web trattate nei primissimi moduli, Canvas concentra le sue tematiche su quella che è appunto l'alfabetizzazione digitale ai giorni nostri e quindi l'importanza di sapersi muovere e scegliere all'interno del web e saper utilizzare i vari motori di ricerca, per trovare le informazioni di cui si ha bisogno. Più volte viene sottolineato, durante il corso, come noi utenti pensiamo di saper utilizzare la rete, quando nella realtà non è così, io stessa ho potuto constatare quali fossero i miei errori nel ricercare notizie all'interno del web. Ho potuto notare, infatti, che nelle mie ricerche spesso mi accontentavo dei primi risultati trovati e non andavo ad approfondire bene le fonti dalle quali questi provenissero,inoltre, mi fermavo quasi sempre alla prima pagina di ricerca quando in realtà ne vengono trovate molte altre. Proprio riguardo questo argomento troviamo nei vari moduli, molti esercizi che ci fanno esercitare, in modo da capire quale sia il modo migliore di ricercare nel web e come sviluppare una capacità critica adeguata, che ci porti a scegliere le giuste risposte a quelle che sono le nostre domande. Inoltre,i docenti e gli esperti di Canvas ribadiscono più volte quanto sia importante provvedere ad una alfabetizzazione digitale degli insegnanti, ancora fortemente inadeguata, prima ancora che degli studenti. Giunta alla fine di questo corso online, posso dire di aver imparato molte cose, come ad esempio riflettere e soffermarmi molto di più sulle fonti dalle quali provengono i documenti della mia ricerca, andare oltre la prima pagina di risultati e compiere sempre un' analisi critica ed attenta di ciò che mi viene proposto; ricercare in modo affrettato e distratto ed accontentarsi, vuol dire ricercare in modo sbagliato. Ho potuto inoltre constatare, grazie a questa esperienza, che oggi come oggi, una didattica del tipo flipped-classroom, ovvero per metà face to face e per metà sul web, è diventata necessaria, sia in campo didattico che lavorativo. Posso dire a questo punto che in futuro sarò felice di ripetere questa esperienza, andando ad utilizzare anche nuove piattaforme online.

Fonti: Canvas.net

lunedì 1 giugno 2015

Quando la professionalità nasce in rete.

In riferimento all'articolo precedente, che tratta dei tutorial online e di come essi abbiano cambiato le modalità di concezione della vita lavorativa delle persone, ho intervistato Valeria Schettino, giovane ventunenne napoletana alla quale i tutorial hanno letteralmente aperto le porte ad una realtà lavorativa e soprattutto migliorato le prestazioni nel suo campo. Valeria è una fotografa e per tutte le sue attuali capacità e tecniche di postproduzione degli scatti, deve tutto alla rete e soprattutto ai tutorial online.

Come e quando hai iniziato a sfruttare i tutorial presenti in rete?
Da sempre ho utilizzato il web per imparare e migliorarmi, inizialmente attraverso il confronto con gli altri utenti all'interno dei forum dedicati alla mia passione. Lì per la prima volta ho approcciato a quelli che possono definirsi i tutorial, che però erano semplicemente descrizioni dettagliate step by step dei passaggi da fare per realizzare dei lavori grafici attraverso determinate tecniche. Solo successivamente ho scoperto che al di fuori dei forum, il web mi offriva un'ampissima varietà di contenuti di questo genere, in ogni forma e realizzati da utenti estremamente esperti del campo.







Hai avuto qualche difficoltà iniziale o è sempre stato facile?
Il mondo dei tutorial è estremamente ampio e una delle cose da imparare fin da subito è fare una buona selezione. Saper riconoscere quelli veramente utili da quelli meno, quelli più precisi da quelli di utenti poco competenti.
Per quanto riguarda la mia esperienza personale, inizialmente l'errore fu quello di voler guardare già i tutorial di livelli più avanzati, avevo voglia di imparare in fretta, è la classica foga iniziale, ma più andavo avanti e più mi accorgevo di avere delle falle nelle mie conoscenze di base così ho deciso di armarmi di pazienza e di lavorare sulle mie basi sfruttando i tutorial anche più noiosi ma allo stesso tempo più formativi.


Quindi immagino che i risultati non siano stati visibili sin da subito.
Esattamente. Miglioravo molto lentamente nonostante dedicassi ore ed ore del mio tempo alla visione di tutorial. Per raggiungere dei risultati concreti e davvero apprezzabili sono trascorsi alcuni anni. Tra l'altro per quanto riguarda la grafica, apprendere nuove tecniche non basta, bisogna imparare ad essere molto precisi in alcune fasi e questo si apprende solo facendo molte prove e dunque con l'esperienza. Non bisogna pretendere molto da sè stessi sin da subito ma procedere per gradi.


Rispetto a dei corsi specifici quali pensi siano i pregi ed i difetti dell'imparare attraverso i tutorial?
Penso che il lato positivo sia stato senz'altro il fatto di aver potuto sviluppare completamente uno stile personale, senza influenze esterne come un insegnante che ha inevitabilmente un punto di vista ed uno stile propri. Inoltre il web è sempre a mia disposizione, disposto a migliorarmi continuamente in ogni momento e ad ogni orario in base alle mie esigenze, rispetto ad un corso che ha una durata limitata. Dall'altro lato però, seguire dei corsi con degli insegnanti fisicamente presenti è importante ai fini di un apprendimento che sia il più possibile completo. La possibilità di avere a disposizione una figura disponibile e disposta ad aiutarti si percepisce e fa la differenza.


C'è qualcosa in particolare che hai appreso dai tutorial che credi ti abbia aiutato fortemente nella tua formazione come fotografa?
Probabilmente tutto quello che riguarda il fotomontaggio. E' un argomento molto ampio e sono sicura di avere ancora molto da imparare ma la capacità di aggiungere elementi o eliminarne altri di disturbo da una fotografia è stato importantissimo e tutt'ora fondamentale nella postproduzione di molti dei miei scatti.




E-learning su Periscope?!


Mia cugina ha 30 anni e lavora come informatore scientifico del farmaco per la Merck Sharp & Dohme (MSD), una multinazionale farmaceutica che non ha certamente bisogno di presentazioni. Negli anni il rapporto tra i dipendenti e il loro lavoro si è notevolmente spostato dalle sedi fisiche alle postazioni domestiche, o meglio informatiche. E' iniziato tutto con i Thinkpad, notoriamente considerati come dei portatili per il business, dai sistemi operativi abbondatemente chiusi per ottenere un l'efficienza massima dell'ambiente lavorativo, fino ad arrivare agli I-pad. Grazie all'ausilio di questi device portatili, di semplice utilizzo e soprattutto always online, è possibile gestire, organizzare il lavoro e condividerlo con il proprio team nell'immediato. Il concetto di e-learning è presente negli asset delle grandi aziende da almeno 10 anni. Mia cugina tramite l'apprendimento digitale, ad esempio, consegue gli aggiornamenti scientifici, obbligatori per tutti gli informatori scientifici. Gli aggiornamenti scientifici riguardano le caratteristiche dei prodotti, i loro traguardi in campo scientifico, gli ultimi studi d'avanguardia, l'apprendimento di nuove piattaforme aziendali. Tutto rigorosamente su Mylearning, un progetto di e-learning a cui tutti gli informatori devono sottoporsi e che consiste in 6 corsi annuali e 3 quiz di apprendimento. ViroVip invece è un portale di approfondimento scientifico per medici che, a seguito del superamento di un corso FAD (Formazione a distanza), rilascia 5 crediti ECM (Educazione continua in Medicina).
Mylearning
ViroVip
Viaggi all'estero con un preavviso minimo, summit, congressi pomposi, riunioni noiose, sono solo un brutto ricordo. La digitalizzazione dell'apprendimento ha reso quelle farraginose conferenze in relazioni formali mediate da una semplice connessione, comodamente sul divano di casa, su piattaforme come Cisco Jabber. Cavalcando l'onda del progresso, la MSD ha ora intenzione di rendere il suo e-learning ancora più interattivo, portando tutti gli aggiornamenti su Periscope. Per chi non lo sapesse quest'ultima è un'applicazione di Twitter che permette di trasmettere una live potenzialmente fruibile da chiunque. Seppur sia ancora in via sperimentale, questo passaggio sta dando i suoi frutti. Una volta collegati su MSD Salute, due ore di corso sugli effetti del Peglntron danno l'impressione d'essere più fluide, l'apprendimento è reattivo, ci si sente maggiormente a proprio agio e la distanza dall'interlocutore agevola anche gli interventi costruttivi. Ovviamente non è sempre stato così. Agli esordi le connessioni erano scadenti, le apparecchiature mediocri, e in generale la disponibilità a cambiare metodo di aggiornamento in modo così radicale non convinceva tutti i dipendenti. La perplessità risiedeva principalmente nella difficoltà di restare concentrati durante il corso, di non distrarsi (vedi Quando un Mooc ti salva l'esame) e rendere vane quelle ore di ovvia importanza. Con il passare degli anni però, la tecnologia ha fatto passi da gigante permettendo delle live di buona qualità e soprattutto ha reso l'interazione da uno a molti a peer-to-peer. Non si è più costretti ad ascoltare passivamente lo scienziato esporre gli ultimi prodotti. La stabilità di queste piattaforme permette di affrontare vere e proprie discussioni che non solo tengono alta la concentrazione, ma esulano anche da quei fenomeni di timidezza che generalmente contraddistinguono questo tipo di corsi. Adesso mia cugina è portata a interagire ed esprimere le sue perplessità senza timore alcuno, anzi, le capita anche di arrabbiarsi!

TED: ideas worth spreading

Technology, Entertainment e Design. Questo l’acronimo di TED, il sito no profit che raccoglie delle brevi conferenze (con una durata media di 15 minuti) dagli argomenti più vari e spesso più inusuali come questo o questo.
Le video conferenze, tenute da persone di spicco nel proprio campo, sono tutte in lingua inglese, ma sono disponibili sottotitoli scritti e tradotti da volontari di tutto il mondo.
Ed è proprio grazie ai sottotitoli che ho scoperto TED.
Amara, il servizio online che permette di tradurre e creare sottotitoli per molte piattaforme, tra cui appunto TED, era ed è assai conosciuto nel mondo dei traduttori che ho il piacere e la fortuna di frequentare. È un servizio elogiato da tutti perché mette i suoi utenti/traduttori in una posizione davvero invidiabile: non dover sincronizzare da soli i sottotitoli. Il programma, infatti, fa tutto da sé e proprio per questa ragione ero curiosa di saggiare la sua efficacia.
Il pilastro fondante di una piattaforma come Amara è l’accessibilità: rendere disponibili a tutti, indipendentemente dalla lingua e dal paese d’origine, la conoscenza disponibile online.

                                 


E quale modo migliore di diffondere e supportare la conoscenza, se non affiliarsi a TED?
Tornando alla mia storia, una volta iscritta ad Amara, non restava altro che scegliere che cosa guardare e tradurre e un istinto non ben precisato mi ha guidato verso quella scritta rossa in maiuscolo accompagnata dalla breve descrizione “TED believes in the power of ideas to change attitudes, lives and ultimately the world.”
Era fatta. Avevo trovato qualcosa di stimolante da guardare e da cui apprendere. Da lì è stato un susseguirsi di video su video, alcuni dei quali mi hanno aperto la mente, dato particolari spunti di riflessione, o fatto conoscere nozioni e curiosità di cui altrimenti non avrei saputo nulla. Nei ritagli di tempo ormai mi ritrovavo a guardare video su TED e oggi, anche se l’entusiasmo dei primi tempi è andato calando, continuo a preferire una video conferenza ad un video di intrattenimento puro su YouTube.
Pur non potendo essere etichettato come e-learning, il servizio offerto da TED diffonde conoscenze uniche e spesso fa da caposcuola su nuove tecnologie e servizi innovativi. Nel sito sono disponibili tantissime playlist di quelle che in inglese sono conosciute con il termine di “talks”: da quelle che riguardano il funzionamento del nostro cervello, a quelle per le persone che al liceo odiavano la matematica, fino a quelle sulle prospettive future.
A mio parere, proprio queste ultime sono le più interessanti perché mostrano un mondo futuro a metà tra ciò che oggi ci appare solo un sogno lontano e quello che invece crediamo si potrà realizzare grazie alle basi che noi stessi, con le nostre mani, stiamo gettando.

TED non sarà certo una piattaforma paragonabile a Canvas, EMMA o ai MOOC offerti dalle più prestigiose università, ma è sicuramente un modo originale e stimolante per aprire la mente e apprendere navigando online.

Fonti: www.ted.com
www.amara.org

App VS University : Caso Duolinguo








Duolingo è un metodo di apprendimento di linguaggio ed una piattaforma crowdsourced di traduzione testo. Il programma è progettato in modo tale che gli utenti imparino attraverso le lezioni, e contemporaneamente aiutino a tradurre siti web ed altri documenti.

Fin quando quest’ app si è solo occupata di insegnare l’inglese in maniera graduata all’utente , non è stata altro che apprezzata , ma la situazione si è completamente capovolta quando Duolingo lancia il 23 Luglio 2014 il suo Test Center, un modo pratico e veloce per poter ottenere una certificazione di lingua inglese tramite Web browser .

Il suo fondatore Luis von Ahn, annuncia che il Test Center mette a disposizione un set di esercizi monitorati dallo staff di Duolingo tramite alcuni strumenti: condivisione dello schermo, microfono e webcam.


Gli utenti non hanno per niente gradito questo nuovo metodo di certificazione ed infatti il web in pochi minuti dalla pubblicazione del documento Test Center , si è affollato di polemiche soprattutto provenienti dalle Università degli USA e Regno Unito , intimoriti dalla perdita di introiti ottenuti dalle loro lezioni e rilasci di certificazioni di lingua.  


Perché c’è stato questo cambio di rotta da parte degli utenti ?

Perchè Duolingo non ha chiarito nei particolari quale possa essere la valenza dei suoi test 'certificati'n da loro riconosciuti?

Oppure perché in maniera completamente gratuita offre le stesse funzionalità del noto TOEFL (Test of English as a Foreign Language), l'esame d'inglese standard alla quale bisogna sottoporsi per poter accedere a numerosissime università, sia in USA sia nel Regno Unito, che prevede un pagamento più la presenza fisica ?


Inoltre dobbiamo aggiungere che sempre dal suo fondatore è stato dichiarato che  l'obiettivo è di rendere il test utile per l'integrazione con altre piattaforme in rete, collegabile ad esempio al nostro profilo LinkedIn tramite il portale oDesk , in modo da dare un valore aggiuntivo alle nostre esperienze lavorative non solo affermando che si ha una particolare competenza linguistica , ma riportando il proprio risultato ottenuto.


Ma credete che realmente un app al costo di soli 20$(eccezionalmente gratuito in questa fase iniziale) possa sostituire un test di fama mondiale di 225$ ad esame più costo di libri e spostamenti ?



Personalmente non ritengo , almeno per il momento, il test di duolinguo una minaccia per una serie di ragioni, come:

  • il controllo con webcam non garantisce la completa garanzia di assenza di altri soggetti nella stanza
  • che nonostante Luis von Ahn, ha dichiarato di essere in contatto con alcune realtà come la University of Pittsburgh, la quale ha anche stilato un primo documento di affidabilità del 'prodotto' rispetto al TOEFL , risulta dagli utenti , sempre di prestigio minore .
  • dalle recensioni lette si nota che ci sono ancora problemi tecnici da ottimizzare , come : blocco improvviso  dicendo che il microfono o la telecamera non funzionano .
  • manca ancora l'accettazione di questo esame da parte delle istituzioni.

Quindi , almeno per ora , possiamo e dobbiamo ancora affidarci a metodi di certificazione , classici, riconosciuti e garantiti ma per il futuro , con un ottimizzazione del sistema , risoluzione dei problemi tecnici e riconoscimenti validi , possa essere considerato  un valido sostituto .

Sitografia




"L' E-LEARNING E I BAMBINI:UN NUOVO MODO DI APPRENDERE"


Per e-learning (o apprendimento on-line, o tele apprendimento) s'intende l'uso delle tecnologie multimediali e di Internet per migliorare la qualità dell’apprendimento facilitando l’accesso alle risorse e ai servizi.
I progetti educativi di molte istituzioni propongono la tele didattica non solo come complemento alla formazione in presenza ma anche come percorso didattico rivolto ad utenti aventi difficoltà di frequenza in presenza.
Gli esperti di e-learning sostengono che i materiali didattici dovrebbero essere costruiti ad hoc in modo da garantire le quattro principali caratteristiche della formazione online:
           -modularità
il materiale didattico deve essere composto da "moduli didattici", chiamati anche Learning object(LO) in modo che l'utente possa dedicare alla formazione brevi lassi di tempo (indicativamente 15/20 minuti di tempo), personalizzando così tempi e modalità di approccio ai contenuti.
-interattività
l'utente deve interagire con il materiale didattico, che deve rispondere efficacemente alle necessità motivazionali dell'interazione uomo-macchina
-esaustività
ogni LO deve rispondere a un obiettivo formativo e portare l'utente al completamento di tale obiettivo.                                                                                             
 -interoperabilità
i materiali didattici devono essere predisposti per poter essere distribuiti su qualsiasi piattaforma tecnologica e per garantire la tracciabilità dell'azione formativa. A tal fine sono stati individuati quindi degli standard  che devono essere implementati per garantire la comunicazione fra diversi sistemi e fare in modo che un Learning Object concepito su una piattaforma possa essere integrato in un'altra. Attualmente lo standard più diffuso è SCORM.
Con questi nuovi modi di insegnare quindi vediamo l'inserimento anche dei bambini  nella navigazione in Internet,dell'insegnamento e-learning e verso l'uso delle nuove tecnologie che ,grazie all'introduzione di giochi specifici per i bambini,garantiscono l'apprendimento tramite il divertimento.
L’intelligenza del bambino moderno deve fare i conti con l’influenza che la tecnologia ha sui suoi processi di sviluppo cognitivo e di crescita;i bambini sono attratti dalla novità, dalla curiosità, ed è proprio in questo senso che la tecnologia favorisce i processi di apprendimento in maniera divertente ed educativa. Il gioco non è solo un passatempo, il gioco è apprendimento, gestire le emozioni, possibilità di esprimersi; il mondo di internet stimola il bambino e la sua voglia di conoscere e scoprire cose nuove. L’e-learning per bambini rende l’apprendimento immediato, stimolante e flessibile, permettendo contemporaneamente di superare  le difficoltà, correlate all'insegnamento tradizionale, soprattutto dei ragazzi che presentano disturbi specifici dell’apprendimento.
Un esempio di e-learning per i bambini può essere "E-LEARNING FOR KIDS":


E-Learning for Kids è una fondazione senza scopo di lucro e una piattaforma online dedicata al divertimento e all'apprendimento per bambini dai 5 ai 12 anni. Ci sono, suddivise per età, un'infinità di risorse didattiche dedicate alla matematica, alle scienze, alla lingua inglese, all'alfabetizzazione informatica, all'educazione alla salute e si sta anche costruendo una comunità per genitori ed educatori che condividono le innovazioni e l'interesse in materia di istruzione per l'infanzia. Dalla home page si può accedere alle sezioni che più  interessano, scegliendo per fascia d'età oppure per ambito disciplinare.
In conclusione possiamo dire che, anche nel mondo dei piccoli ,la novità sostituisce la tradizione,quindi il gioco diventa un nuovo modo di apprendimento,mentre la rete diventa la nuova  fonte di apprendimento.


                        - www.audioinnova.com
ALTRE FONTI: -wikipedia


Rivoluzione didattica: tecnologie in aula

Da quando era vietato l'uso in classe delle calcolatrici oggi l'uso delle tecnologie e delle sue applicazioni sono sempre più frequenti nel percorso scolastico degli studenti. Recenti studi e teorie hanno infatti affermato quanto esse siano positive e vadano considerati sia come attivatori che come facilitatori del pensiero umano, e di conseguenza un ottimo supporto all'apprendimento significativo nell'istruzione scolastica. Ma cos'è l'apprendimento significativo? L’apprendimento significativo è quel tipo di apprendimento che consente di dare un senso alle informazioni acquisite, permettendo l’integrazione di queste con quelle già preesistenti e il loro uso in contesti e situazioni differenti, sviluppando la capacità di problem solving, di pensiero critico, di metariflessione e di trasformazione di queste conoscenze in vere e proprie competenze.
Secondo la pedagogia contemporanea l'apprendimento significativo, basato su teorie costruttiviste, ha come obiettivo principale quello di rendere autonomo il soggetto nei propri percorsi conoscitivi . Esso è diametralmente opposto all'apprendimento meccanico che utilizza la memorizzazione per produrre conoscenza “inerte”. Chi utilizza gli strumenti digitali pensa in modo più profondo ai contenuti che sta apprendendo e  di conseguenza sviluppa una maggiore comprensione.
L'attualizzazione di questo tipo di insegnamento-apprendimento è quello di utilizzare allora le tecnologie durante le lezioni, anche se ciò può comportare costi elevati e difficoltà logistiche maggiori di “semplici” lezioni frontali in aula.  Il sistema educativo pubblico non ha ancora raggiunto ovunque questo  obbiettivo e la Scuola Digitale è ancora in via  di sperimentazione. I problemi principali non sono solo la mancanza di fondi  ma anche la scarsa diffusione di banda larga e wi fi.
L'Italia rientra nelle categoria delle nazioni che si stanno orientando a raggiungere gli obbiettivi proposti a livello europeo ma che ancora non ha terminato il processo di digitalizzazione scolastica al 100%.
 Dalle recenti ricerche effettuate dall' Ocse in Italia purtroppo il piano per digitalizzare le scuole è ancora molto lento e siamo molto distanti  dalla Gran Bretagna dove le classi possono contare già sul raggiungimento totale di strumenti didattici informatici e digitali per ogni studente.
Certo ci sono delle eccezioni, ovvero istituti che hanno provveduto a fornire tablet e lavagne elettroniche ma la proporzione è ancora molto bassa.



fonti: https://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/politica-estera/organizzazioni-internazionali/ocse.html
http://www.scuola-digitale.it/
http://lascuolachefunziona.pbworks.com/w/page/47754789/apprendimento%20significativo